di
Giulio
Palermo tradotto dal francese da
karl&rosa
Non é difficle creare un esercito di persone pronte a
tutto per un pezzo di pane. La concorrenza, di cui i fanatici del
"libero" mercato sono tanto orgogliosi, assolve a questo dovere in
modo automatico, allineando verso il basso le condizioni dei più
umili. E’ invece molto più difficile fare in modo che queste
persone, ridotte alla fame, siano veramente "libere" di fare
qualunque cosa per ottenere il pezzo di pane di cui hanno bisogno.
Nel nostro sistema basato sul mercato non c’é bisogno di leggi
particolari per ridurre alla fame un gran numero di persone.
I numeri parlano da soli. Secondo l’ultimo rapporto
della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e
l’agricoltura), le persone sottoalimentate nel mondo sono 852
milioni. Fra di loro, ogni anno 5 milioni di bambini di meno di
cinque anni muoiono di fame e di malnutrizione. E tutto questo senza
la pianificazione di uno spirito perverso. Il mercato fa tutto da
solo. Ma a che servono tutte queste persone affamate se poi numerosi
obblighi legali impediscono loro di vendere liberamente la loro
anima sul mercato?
La legge sulle 35 ore pone un dannato limite alla
libertà del... lavoratore di lavorare di più. Contrario alla
libertà, valore primario, fondamento della Repubblica francese,
questo limite deve dunque essere abolito. Sono i termini che
costituiscono il discorso della nuova destra politica. La sinistra
riformista non ha strumenti per opporsi a questo discorso, per il
semplice motivo che da tempo ha fatto proprio il pensiero
neoliberista. Purtroppo, tuttavia, sono ancora i dati economici che
danno torto agli ideologhi del libero mercato. Secondo le cifre
dell’Ufficio Internazionale del Lavoro (BIT), nel mondo ormai
interamente capitalista la metà dei lavoratori guadagnano meno di
due dollari al giorno. Cio’ significa che 1 400 milioni di uomini e
di donne, malgrado lavorino, sono sotto la soglia di povertà fissata
dalle organizzazioni internazionali a due dollari al giorno. Ma
questi 1 400 milioni di voci sono in gran parte lontanissime, nel
"sud" del mondo, e non arrivano di fatto a farsi intendere nel
dibattito sugli effetti delle politiche neoliberiste imposte dal
"nord" del mondo. In Francia, il dibattito politico é dominato dal
coro unanime dei politici e dei padroni, finalmente tutti uniti
nella battaglia per la libertà (di far lavorare gli altri)
nell’assurdo tentativo di importare al Nord quello che é già stato
realizzato al Sud: una società nella quale si lavora molto, ma dove
si mangia poco. Ecco gli alti valori della politica francese.
Oggi si tratta della libertà di lavorare di più. Come
ci spiega Raffarin, é lo stesso lavoratore che pone questa domanda.
Domani, con lo stesso ragionamento, sarà la libertà di vendere un
rene, o un figlio. In fondo, meglio vivere con un rene di meno
piuttosto che morire di fame (é solo una battuta). Ogni volta che un
aspetto della nostra vita diventa merce, la libertà individuale
aumenta. Ma chi é realmente più libero? Il lavoratore che finalmente
puo’ vendere una parte maggiore della sua giornata di lavoro (per
ottenere sempre lo stesso pezzo di pane) o il padrone che finalmente
puo’ comprare una parte maggiore della giornata di lavoro del
lavoratore? Il disgraziato che puo’ vendere un rene o colui che puo’
comprarselo? Sul mercato siamo lontani dall’essere tutti uguali. C’é
sempre una parte forte e una debole. Il lavoratore ha bisogno di
lavorare per vivere, il padrone ha bisogno di far lavorare per
arricchirsi. Uno vuole vivere, l’altro arricchirsi: ecco la
differenza. Ed inoltre é proprio questa la differenza che comprime
verso il basso i salari. Allora non c’é da stupirsi se i padroni
insistono perché la trattativa sulla durata del lavoro avvenga
direttamente fra il padrone e il lavoratore e non a livello
centrale, perché é cosi’ che potranno far valere meglio l’asimmetria
di potere che esiste fra loro e i lavoratori. Anche in questo caso,
evidentemente, é in nome della libertà invidividuale che bisogna
trattare direttamente a livello dell’impresa, senza la mediazione
dei sindacati che, si sa, non servono a controbilanciare (almeno in
parte) l’asimmetria di potere fra padroni e lavoratori, ma solo a
restringere la libertà di questi lavoratori che vogliono (hanno
bisogno di) lavorare di più.
Non si diventa più liberi vendendosi. Soprattutto
perché non appena una transazione di questo tipo é generalizzata ad
una gran parte della popolazione, essa diviene immediatamente la
condizione necessaria per ottenere il famoso pezzo di pane. E questo
semplicemente grazie agli automatismi del mercato e della
concorrenza. L’importante é che il mercato possa operare senza
ostacoli. Che vi piaccia o no, il mercato funziona secondo leggi che
gli sono proprie, che schiacciano i deboli e premiano i forti. Le
dinamiche del mercato esistono indipendentemente dalla nostra
volontà (almeno finché accetteremo di vivere in una società regolata
dal mercato). Lasciare spazio ai meccanismi impersonali del mercato
significa accettare che i rapporti sociali siano regolati dalla
legge del più forte. Il mercato del lavoro é il punto vitale di
tutto il sistema capitalista, perché é là che si crea la ricchezza
dei padroni. Perdere la battaglia per i diritti sul mercato del
lavoro significa aprire la strada ad una mercificazione sfrenata di
ogni aspetto della nostra vita. Non é vendendo quantità sempre
maggiori della giornata di lavoro che il lavoratore diventa più
libero, ma unendosi ad altri lavoratori, opponendosi alla
concorrenza (che non fa bene che al padrone), lottando per acquisire
diritti universali, inalienabili (cioé non soggetti a compravendita
sul mercato). Non cogliere questo aspetto, parte integrante della
lotta fra le classi, di questo assalto frontale del governo e dei
padroni ai lavoratori significa accettare la sconfitta senza
combattere.
Invocare la mercificazione delle persone in nome della
libertà resta la più grande contraddizione nella quale un paese che
si crede libero puo’ cadere.
http://www.humanite.presse.fr/journ...
http://bellaciao.org/fr/article.php3?id_article=12335